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Ciò di cui occorre parlare - Su Wittengstein

  • Immagine del redattore: Marcello Moscatelli
    Marcello Moscatelli
  • 14 lug 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

Com'è noto il primo Wittengstein sostiene che di ciò di cui non si può parlare corre tacere.

E tuttavia aggiunge che ciò di cui non si può parlare è esattamente ciò che vi è di più importante.

Dunque o chiarezza senza senso o senso senza chiarezza.

Questa tensione si scioglie nel secondo Wittenstein che attraverso la teoria dei giochi linguistici mette a tema la legittimità di tutti i discorsi, previa precisazione delle regole del gioco.

Ma a loro volta le regole del gioco non sono un dato immutabile, esse sono sottoposte a una continua tensione tra rispetto e trasgressione.

Una mossa linguistica imprevista può essere delegittimata ma può anche produrre un cambiamento delle regole del gioco.

E qui Wittengstein si incrocia con Lyotard che proprio nei giochi linguistici vede la forma nuova della cultura dopo il venir meno dell'episteme.

E nei giochi linguistici come fatto sociale, collaborazione, negoziazione, conflitto.

Qui emergono alcuni punti sparsi.

1) Il linguaggio non è solamente descrittivo ma svolge una molteplicità di funzioni, fra cui esprimere la soggettività, influenzare gli altri e far accadere le cose. (Funzione espressiva, conativa, performativa)

2) Il linguaggio è un rapporto sociale.

3) Il linguaggio è il rapporto sociale fondamentale nell'era Postmoderna

4) Il linguaggio si intreccia con un sistema più ampio di segni, anch'essi con caratteristiche analoghe a quelle viste rispetto al linguaggio

5) La linguistica tende alla semiotica


6) La semiotica tende a diventare società

7) La semiotica è il luogo del conflitto


Niente di organico e sistematico.

Spunti di riflessione

che si intrecciano con altri che andiamo facendo.

 
 
 

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