La cosa più normale - Testo
- Marcello Moscatelli
- 22 giu 2020
- Tempo di lettura: 1 min
Idoli contemporanei
scanditi da musichette pop
e colori sgargianti
affollano le semiosfere.
Ma l'Essere parla un linguaggio oscuro
fatto di arcaici simbolismi
e graffiti sui muri.
Anonimi impersonali linguaggi.
E scarti impercettibili
generano cambiamenti
sottotraccia come la vecchia talpa.
Appaiono caotiche polifonie disarmoniche
si aprono brecce nella diga
e amichevoli Freaks
piangeranno l'Urlo di Munch
e rideranno il sorriso di Monna Lisa.
E verrà il tempo
della felicità permanente
senza che sia decisa da nessun parlamento
senza affatto nessuna decisione.
Verrà da sé
come la cosa più normale.



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