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Lo scrittore fantasma - P Roth - Una Lettura

  • Immagine del redattore: Marcello Moscatelli
    Marcello Moscatelli
  • 5 lug 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Un giovane scrittore ebreo esordiente si reca in visita presso uno scrittore, anch'egli ebreo, di chiara fama, che vive appartato in una casa isolata in provincia.


Cerca un mentore, un Maestro, un sostegno.


Troverà una situazione inestricabile, sospesa tra diverse possibilità.


Scoprirà che lo scrittore famoso è solo uno scrittore, che ottiene grandi risultati a costo di rinunciare alla vita.


Che la moglie è stanca di non vivere assieme a lui e per lui.


Che una giovane ospite, che forse non è chi dice di essere, ma una figura iconica, storica, creduta morta, vorrebbe prendere il posto della moglie e trasferirsi in Italia con lui, uomo di mezz'età.


(Ma anche il giovane scrittore è attratto dalla giovane ospite, e questo crea una tensione sottotraccia, che però non emerge mai del tutto).


Scoprirà grazie ai suoi familiari, che entrano nella storia attraverso i ricordi del giovane scrittore, che uno scrittore ebreo per la sua comunità ha delle responsabilità particolari

e che troppa verità non è sempre la scelta migliore, forse.


Anche perché la verità della scrittura per quanto vera non è mai tutta la verità.


E infine tutto questo vortice di eventi e situazioni precipita nella fuga della moglie, che, insofferente ormai di quella non vita, affida il marito alla giovane ospite, ma non è chiaro se la fuga riuscirà o se infine tornerà sui suoi passi.


Così come non è chiaro se la giovane infine accetterà il suo compito di nuova moglie, che pure tanto desiderava, né se è o non è l'icona del mondo ebraico che potrebbe essere.


Quello che è chiaro è che l'arte si nutre della vita, e ridurre la vita alla sola scrittura è patologico, ed è una scelta che l'anziano scrittore sconsiglia al giovane, consapevole che è stata un errore, ma incapace ormai di correggerlo.


Un libro sulla scrittura, sull'ebraismo, sull'ambiguità, a tratti pirandelliano per la fuga dalla verità, che mai appare chiara e certa.


Un libro dove ciò che accade è la descrizione di relazioni, condizioni socioculturali di chi sta sempre ai margini, sempre sotto una qualche lente d'ingrandimento, sempre sotto osservazione. Osservato dai suoi e dagli altri.


Ma anche un romanzo psicologico e un romanzo di formazione, dove si intrecciano i vissuti e le esistenze di tutti i personaggi.


Merita senz'altro una lettura.

 
 
 

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