Pirandello e Pollock
- Marcello Moscatelli
- 10 lug 2020
- Tempo di lettura: 1 min
Pirandello dice che le cose dentro una forma soffrono.
A significare che le cose sono complesse, molteplici, in divenire
e se le fissi in una forma permanente
neghi la loro stessa natura.
Ma come si fa a negare la forma e tenere l'intellegibilità del reale?
Ebbene ce lo spiega Pollock.
La pittura di Pollock è informale
perché non è mimetica
e perché non rappresenta nemmeno forme astratte riconoscibili
(Che so un triangolo due rette parallele ecc...).
E' intreccio e sovrapposizione di linee e aree colorate
ottenuta secondo una procedura, il dripping
che l'artista può controllare solo in parte
di modo che il quadro un po' lo fa lui, un po' viene fuori da sé
(E fare un quadro riuscito a questa maniera non è affatto facile
vada a merito di Pollock).
E tuttavia il risultato è caotico e al tempo stesso intellegibile
armonico, equilibrato, sensato.
Comprensibile.
Ecco un quadro di Pollock è la rappresentazione visibile del fatto che senza una forma
la realtà non diventa necessariamente incomprensibile e priva di senso.
Ci sono nel Caos degli elementi di equilibrio che lo rendono uno degli ordini possibili.
Nel campo artistico/estetico
ma anche nel campo della realtà sociale.
Il Caos non è il male
il Caos è un'alternativa preferibile.



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