Rapsodiche Memorie - Come un Racconto
- Marcello Moscatelli
- 13 giu 2020
- Tempo di lettura: 1 min
E la sera si usciva sempre.
Tra una birra con gli amici, una riunione del collettivo, la fidanzata, il cineclub...
E non c'era luogo che non fosse nostro.
Le piazze esplodevano di colori, di rabbia, di gioia.
E si scopriva la vita, sbagliando, come sempre.
Ma era bellissimo.
Radio Alice.
Metropoli.
Gli indiani, le femministe...
E tutto sembrava possibile, finché non divenne cupo.
Eroina, polizia.
Molti persi tra i compagni che sbagliano.
E come dice la canzone
si sta sfasciando tutto, perfino la Teoria...
Ma le cose accaddero egualmente.
Qualcuno s'è salvato saltando la barricata e, come dice Guccini, s'è sposato fa carriera
ed è una morte un po' peggiore.
Poi vennero gli anni della plumbea felicità.
E anche lì si salvarono in pochi.
Nani e ballerine dal garofano rosso
e l'ottimismo sotto il braccio
ingoiarono molti.
Ma noi che siamo invecchiati bene resistiamo
ci incontriamo e annusiamo l'aria
e sentiamo qualcosa.
E sappiamo
che il fuoco cova sotto la cenere
e aspettiamo.



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